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Conoscenza


Torna nelle librerie uno dei classici più noti sull’ermetismo. Mi riferisco al lavoro monumentale, in termini di documentazione raccolta e di riferimenti, di André-Jean Festugière, erudito scomparso nel 1982, La rivelazione di Ermete Trismegisto. L’astrologia e le scienze occulte, da poco nel catalogo di Mimesis, per la cura di Moreno Neri, esperto di neoplatonismo rinascimentale (per ordini: mimesis@mimesisedizioni.it, 02/24861657, pp. 515, euro 28,00). Il libro è arricchito da un Appendice di Louis Massignon sull’ Ermetismo Arabo. Il testo uscì in prima edizione nel 1942 e fu ampiamente discusso. Si tratta, in realtà, del primo volume dell’enorme monografia che Festugière ha dedicato ad Ermete, nella quale si occupa dell’ «ermetismo popolare», centrato sull’astrologia e le scienze occulte, cui a breve farà seguito la pubblicazione, per lo stesso editore, del secondo tomo dedicato all’«ermetismo filosofico». Lo studioso francese ricorda che i Greci dettero il nome di Hermes ad un dio egizio, Thoth, adorato a Khmonou nel Medio Egitto, che per i Greci divenne «la città di Hermes», Ermopoli la Grande. I molti attributi di questa divinità potevano essere sintetizzati in uno: Thoth era il dio padrone del destino, misuratore del tempo. Nella mitologia è presentato quale potestas al seguito di Osiride, di cui divenne segretario e scriba. In lui si individuò, per tale ragione, l’inventore della scrittura, come viene ricordato da Platone. A Thoth si attribuì un sapere universale, che si trasmutava in prassismo: la magia. Ricorda Festugière che l’identificazione greca del dio con Hermes, potrebbe essere anteriore ad Erodoto, ma è a partire: «dal I secolo della nostra era (che) le testimonianze abbondano, nella misura in cui arriva a diffondersi la cosiddetta letteratura ermetica» (p. 92). Da essa si evince che, come Thoth, Hermes, fin dall’inno omerico a lui dedicato, veniva associato alle arti e all’educazione. Era considerato messaggero e interprete della parola divina. Al tempo di Tolomeo IV Filopatore (221-205), al suo nome comincia ad accompagnarsi l’appellativo di «tre volte grande», nonché la paternità di tutti gli scritti: «di cui si voleva aumentare il prestigio e rafforzare l’autorità» (p. 97).

Tutto ciò accadde mentre, verso la fine del periodo ellenistico, si diffondeva nel mondo greco-romano: «un certo numero di sapienze rivelate che si attribuivano sia a magi persiani […] sia a   oracoli venuti dalla Caldea […] sia anche a profeti o filosofi venuti dalla Grecia», muoventesi nell’ambito dei culti neo-orfici, che accompagnarono il ritorno del pitagorismo. Festugière attribuisce tali interessi al declino del «razionalismo», che si manifestò nell’età che va da Traiano all’ultimo dei Severi. Tale periodo storico non può venir definito in senso stretto come fase di decadenza, al meno sotto il profilo socio-economico. Si assistette, infatti, all’urbanizzazione di aree dell’Impero fino ad allora rurali. Sotto il profilo culturale, sul finire del I secolo, Vespasiano aveva creato scuole di Stato, Marco Aurelio organizzava ad Atene la Scuola in cui insegnavano sapienti platonici, aristotelici, epicurei e stoici. L’Accademia del Museo di Alessandria prosperò fino al tempo di Caracalla. Eppure, in tale contesto, non si segnala la produzione di opere originali, in alcun ambito dello scibile umano. L’età in questione fu, infatti, caratterizzata dalla trasmissione del sapere attraverso i manuali.

Tra gli altri, vanno ricordati, per la medicina, il trattato di Galeno, per la metrica, lo scritto, Intorno ai metri, di Efistione di Alessandria. Infine, per l’astronomia, l’Almagesto di Tolomeo. Su tale trattatistica si baserà il sapere europeo per tutto il Medioevo e, in alcuni casi, fino al Rinascimento. E’ ben noto che, la struttura della paideia, centrata sulle arti liberali, e distinta in trivium e quadrivium, fu definita in tale congerie spirituale. Nel I secolo, invece, si manifestò un certo disinteresse per la ricerca epistemica, a cui era consustanziale una sorta di: «perversione della pietà, inclinando ora l’uomo a chiedere alla divinità, sotto forma di rivelazione personale, ciò che prima cercava di ottenere con le sole forze della ragione» (p. 23). A dire dell’eminente studioso, ciò avvenne, in quanto l’età ellenistica rimaneva, comunque: «un corpo ferito» (p. 25). In precedenza, i Greci avevano assorbito influenze che provenivano dall’Oriente o dai Barbari, ma le avevano integrate e rielaborate mirabilmente. In questa fase storica sembrano essere sopraffatti dal novum introdotto da Siriani, Egizi e Giudei. Da ciò l’interesse per Toth-Hermes ed per il Corpus degli scritti a lui attribuiti: essi avrebbero dovuto dare soluzione a ciò cui il pensiero greco non aveva saputo rispondere. La filosofia viene ridotta ad un insieme di affermazioni generiche, di tipo deduttivo, intorno alla realtà, ritenute inverificabili. A ciò fecero seguito due diversi atteggiamenti nei confronti del reale: accentuare le indagini empiriche o «rifugiarsi» nelle rassicuranti rivelazioni personali, al fine di superare lo scacco scettico. Questa seconda tendenza fu favorita dall’ambito politico che, da tempo, aveva assunto tratto ecumenico. Ciò agì sul depotenziamento degli dei etnarchi e sul rafforzamento di visioni religiose con un dio prevalente sugli altri:«Il Sole diffonde i suoi raggi su tutte le parti del mondo» (p. 28). Alla luce della più recente letteratura storico-filosofica, le posizioni di Festugière, che riducono la cultura ellenistica ad uno scontro tra «rivelazione» e «razionalismo», devono considerarsi superate. Stante la lezione di Giorgio Colli, il pensiero greco, in nessuna delle sue fasi, può essere considerato «razionalista». La filosofia, il logos, non nascono in contrapposizione al mito, ma in relazione alla dimensione misterica. Che essa si riaffermi, non è indice di indebolimento del nous, ma un suo ritorno all’origine, seppur mediato da notevoli differenze. Per l’erudito francese, il mondo greco-romano è in stupore di fronte ai saggi d’Oriente e alle loro rivelazioni. Ad esse viene attribuita un’autorità dal tratto carismatico e le si pone all’origine del pensiero greco. Plutarco insiste sulla visione pura dei sacerdoti barbari, dovuta ad un’esemplare condotta di vita. Di qui il diffondersi di pratiche rituali, di abitudini alimentari, propedeutiche all’incontro con il divino: «Vedere il dio, in sogno o in stato di veglia, nulla sembrava allora più desiderabile […] i credenti non credevano in quel tempo che la divinità fosse separata dagli uomini da una distanza infinita» (p. 71).

Il nome di Ermete, pertanto, copre un movimento assai vasto e del tutto identico, anche in altri profeti. Ciò che contraddistingue tale congerie spirituale è l’impossibilità di separare, nel Corpus scrittorio, scienza e religione. Il cosmo diviene un campo di azioni e di reazioni degli esseri concreti gli uni sugli altri, la manifestazione di «virtù occulte», tra le quali ha rilevanza la dottrina degli astri: tutto discende dal cielo che governa ogni cosa. Per tali ragioni, ancora oggi, il libro che abbiamo presentato, è di grande interesse.

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Tutti sognano

«Sono il principe della pace perenne, che recita la sua parte in un dramma di sogni tristi e lieti sul palcoscenico dell’esperienza».
PARAMHANSA YOGANANDA, Affermazioni scientifiche di guarigione e Meditazioni metafisiche, 2015.

Possiamo porre una domanda interessante riguardo ai sogni: «Tutti sognano?». Gli scienziati e gli yogi concordano nella risposta, che è affermativa. Studi di laboratorio hanno dimostrato che tutti sperimentano lo stato di sonno REM, in cui principalmente si verificano i sogni. In condizioni controllate di laboratorio, tutti coloro che si erano dichiarati “non-sognatori”, quando sono stati svegliati dal sonno REM, hanno riferito unanimemente di aver sognato.

E se non ricordo i miei sogni?

Se è vero che tutti sognano, perché alcune persone hanno difficoltà a ricordare i propri sogni? Coloro che non ricordano, probabilmente, impiegano molto più tempo a svegliarsi di coloro che ricordano con più facilità. Forse, quel tempo aggiunto alla fine dei cicli del sonno cancella la loro connessione con i sogni appena fatti. O, forse, è qualcosa che ha a che fare con la visualizzazione, l’immaginazione o le capacità della memoria, o persino con il desiderio (o la sua mancanza) di ricordare i sogni. I sogni sono percepiti come gradevoli e divertenti da alcuni e non da altri. Ci sono persone che non hanno alcuna difficoltà a ricordare diversi sogni notturni, mentre altri ricordano i sogni soltanto occasionalmente o, addirittura, mai.

È anche possibile che coloro che non ricordano siano persone che affrontano i problemi e le sfide negandoli o dimenticandoli, evitando così la consapevolezza delle emozioni e dei desideri spiacevoli, e allenandosi a dimenticarli: persone del genere possono estendere questa pratica anche ai sogni, diventando “efficienti” nel rimuoverli.

Un articolo intitolato “Come dormire può accendere la creatività”, pubblicato sulla rivista Time il 23 aprile 2012, riporta: «Siamo tutti ugualmente fantasiosi nel sonno, o le persone che sono già creative nelle ore di veglia mantengono quel vantaggio anche di notte? Per quanto sarebbe bello pensare che il sonno sia fortemente democratico, in realtà i tipi creativi sembrano avere un vantaggio nel processo di ricordare i sogni. Lo psicologo David Watson di Notre Dame ha monitorato duecento soggetti nel corso di tre mesi e ha scoperto che chi, durante la veglia, ha ottenuto un punteggio alto nella scala della creatività, tendeva a ricordare maggiormente i propri sogni. “Una ragione è semplice: fanno sogni molto più vividi e interessanti” sostiene “e ciò è legato al fatto che, di giorno, hanno schemi comportamentali creativi, che si protraggono nella notte. E il classico caso dei ricchi che diventano sempre più ricchi”».

In ogni caso, tutto ciò che accade durante il sonno, inclusi sogni, pensieri notturni o ricordi di brevi risvegli, è spesso dimenticato al mattino. C’è qualcosa nel fenomeno del sonno che rende difficile ricordare ciò che è accaduto. La maggior parte dei sogni viene subito dimenticata, a meno che essi non abbiano un forte impatto emotivo o spirituale, o vengano trascritti. A volte, ci si ricorda repentinamente di un sogno più tardi nella giornata, o nel futuro: ciò suggerisce come la memoria di un sogno non vada totalmente perduta, ma sia soltanto faticosa da recuperare.

Come migliorare l’abilità di ricordare i sogni

In molti studi sull’attività onirica, è stato dimostrato che è possibile migliorare il processo di memoria dei sogni. Prima di addormentarti, ripeti a te stesso che vuoi ricordare i sogni che farai. Tieni un foglio e una penna, o un registratore, vicino al letto. Non appena ti svegli al mattino, cerca di muoverti il meno possibile e sforzati di non pensare ad altro. Trascrivi cosa riesci a ricordare dei tuoi sogni, e fallo rapidamente, perché quelle immagini possono svanire velocemente se non le appunti o le registri. Qualsiasi distrazione ti potrebbe far perdere la memoria del sogno. Se non riesci a ricordare un sogno intero, riporta sulla carta ciò che sei in grado di rammentare, anche se è soltanto una vaga impressione.

Perché i ricordi della maggior parte dei nostri sogni svaniscono cosi rapidamente? Probabilmente perché non vogliamo o non abbiamo bisogno di ricordarne la maggioranza a livello conscio: evidentemente non sono cosi importanti per noi. Il cervello conscio della maggior parte degli esseri umani si “sovraccarica” a causa dei troppi stimoli sensoriali. Così, i nostri ricordi, inclusi quelli dei sogni, vengono immagazzinati nel subconscio, il caveau della nostra psiche.

Sognare a colori

La maggior parte delle immagini oniriche sono a colori, anche se non sempre le persone ne sono consapevoli, sia perché hanno difficoltà a ricordare i propri sogni, sia perché il colore è una componente così naturale dell’esperienza visiva che, nei sogni, non notano. Studi recenti mostrano che circa l’ottanta percento delle persone sogna a colori, sebbene soltanto un quarto di quel campione ne ricordi, al risveglio, le esatte tonalità.

Le persone maggiormente attente agli stimoli visivi (gli artisti, ad esempio), o chi ha un’estrema consapevolezza dei colori durante la veglia, probabilmente notano più spesso i colori dei propri sogni. Se hai l’impressione di non sognare “a colori”, ma ti piacerebbe farlo, prova questo esperimento. Prima di addormentarti, afferma: «Ricorderò almeno un colore dei sogni che farò stanotte». Poi, appena sveglio, concentrati su un particolare del sogno che ha un colore facile da ricordare o notare, come il cielo, un fiore, o un’auto. Annotalo subito, prima di dimenticarlo. Facendolo con una certa frequenza, diverrai più consapevole dei colori nei tuoi sogni. Nell’edizione del febbraio 2006 del Reader’s Digest, c’è un articolo su un ricercatore di nome Robert Hoss, residente in Arizona, che afferma di riuscire a prevedere con accuratezza gli stati emotivi delle persone analizzando gli schemi cromatici dei loro sogni.

Sogni ricorrenti

Se facciamo un sogno che ricorre con frequenza, significa che in quel sogno ci potrebbe essere un messaggio speciale per noi. Può essere utile cercare dei parallelismi tra il sogno e i pensieri, i sentimenti, il comportamento e le motivazioni di chi sogna. Comprendere il significato di un sogno ricorrente può aiutare il sognatore a risolvere un problema con il quale combatte da anni. Nel decimo capitolo di questo libro, verranno presentati suggerimenti e tecniche per comprendere il significato di un sogno specifico o di immagini e simboli onirici. Tecniche di questo tipo possono essere particolarmente importanti per scoprire il significato o il messaggio di un sogno frequente.

Incubi

Gli incubi sono molto comuni tra i bambini e abbastanza comuni tra gli adulti. Nel caso degli adulti, si ritiene che gli incubi siano causati da stress eccessivo, paure irrisolte, indigestione, esperienze traumatiche, difficoltà emotive, droghe o medicinali, malattia. Tuttavia, alcune persone hanno incubi frequenti che non sembrano in nessun modo correlati ad alcuna delle condizioni sopraelencate, né alle loro vite da svegli. In casi del genere, si potrebbe supporre che i loro incubi siano legati a “ricordi” di vite precedenti.

I grandi maestri dello yoga sostengono che i ricordi delle nostre vite passate, sebbene siano sepolti in profondità nel nostro essere subconscio o superconscio, sono sempre con noi. Questa teoria spiegherebbe anche la maggiore frequenza degli incubi tra i bambini rispetto agli adulti.

Le paure irrisolte o le difficoltà provenienti dalle vite precedenti sono molto più “vicine” ai bambini da un punto di vista temporale. La loro natura sensibile forse non è stata in grado di “scartare” i traumi delle vite passate. Studi recenti suggeriscono che gli incubi ricorrono nei sogni di quegli adulti o bambini che sono più aperti, più sensibili, più fiduciosi ed emotivi della media. La preghiera, la meditazione, le affermazioni protettive e rafforzanti e altre tecniche spirituali possono essere strumenti utili per affrontare gli incubi.

C’è una diffusa “falsa credenza” riguardo agli incubi secondo la quale, se muori in sogno o se precipiti e ti schianti al suolo, sei destinato a morire durante il sonno. È assolutamente falso. Molte persone hanno sognato di morire o di precipitare sbattendo sul fondo e sono sopravvissute per raccontarlo! E possibile esplorare il significato di tali immagini esattamente come quello di altre situazioni che potrebbero verificarsi in sogno.

Sogni premonitori

Vi sono tanti esempi di sogni che predicono gli eventi futuri. Alcuni possono essere dovuti a coincidenza, a un difetto di memoria o al collegamento inconscio di informazioni note. Sui sogni premonitori, nonché su quelli chiaroveggenti o telepatici, sono stati condotti pochi studi scientifici che hanno prodotto risultati variabili, in quanto è difficile studiare questo genere di sogni in condizioni di laboratorio.

Un esempio di sogno premonitore: Abramo Lincoln

Il presidente americano Abramo Lincoln riferì questo sogno a sua moglie Mary poco prima di essere assassinato: «Mi sono ritirato in camera molto tardi. Ero rimasto sveglio in attesa di importanti dispacci dal fronte. Poco dopo essermi coricato, sono sprofondato nel sonno, perché ero stanco. Ho iniziato immediatamente a sognare. Ero irrigidito, come se fossi morto. Poi ho udito dei singhiozzi sommessi, come se diverse persone stessero piangendo. Ho pensato di aver lasciato il letto e di aver vagato al piano di sotto. Anche lì lo stesso pianto pietoso spezzava il silenzio, ma le persone in lutto erano invisibili. Andavo di stanza in stanza; non si vedeva nessuno, ma in ogni stanza mi accoglievano quei singhiozzi disperati. C’era luce in ogni camera, ogni oggetto mi era familiare, ma dov’erano quelle persone che piangevano come se il loro cuore fosse sul punto di spezzarsi?

«Ero disorientato e preoccupato. Quale poteva essere il significato di tutto ciò? Determinato a trovare la causa di quel mistero scioccante, ho continuato a vagare fino ad arrivare nella East Room Non appena entrato, ho scoperto qualcosa di ripugnante. Davanti a me c’era un catafalco su cui era adagiato un cadavere avvolto nei paramenti funebri. Tutt’attorno vi erano soldati che facevano la guardia; e c’era anche una moltitudine di gente: alcune fissavano con tristezza il cadavere, il cui volto era coperto, altre invece piangevano disperate.

«“Chi è morto alla Casa Bianca?” ho chiesto a uno dei soldati.

«“Il Presidente” è stata la sua risposta “è stato assassinato!”. Poi ho udito la folla prorompere in un boato di dolore, che mi ha destato dal sogno».

Come controllare i nostri sogni

Si ritiene possibile influenzare, se non addirittura pilotare, i propri sogni attraverso auto-suggerimenti prima di addormentarsi. Un’altra tecnica per condizionare i sogni è chiamata “sogno lucido”. Secondo questa pratica, bisogna allenarsi per diventare consapevoli di stare sognando mentre si è ancora addormentati e dentro al sogno. A volte, le persone sperimentano il “sogno lucido” in maniera spontanea. C’è chi sostiene che sia possibile imparare a incrementare i sogni lucidi e, di conseguenza, intensificare la propria capacità di influenzare il corso degli eventi nei sogni man mano che si manifestano. Alcune persone sono più abili di altre nel controllare i propri sogni, come se possedessero un talento innato.

Il controllo assoluto dei propri sogni è una dote estremamente rara, sebbene molti maestri dello yoga reputino questa abilità non soltanto possibile, ma anche potenzialmente sviluppabile tramite determinate pratiche yogiche.

Recenti esperimenti scientifici hanno dimostrato che gli auto-suggerimenti prima del sonno non producono sistematicamente un sogno specifico, anche se ogni tanto le immagini suggerite possono comparire.

Alcuni esperti della materia sconsigliano di cercare di controllare i sogni. Al contrario, ci incoraggiano semplicemente a goderne, a imparare da essi e, infine, a cercare di capire perché si sogna.

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Keanu Reeves come tutti sanno è una persona speciale con una grande personalità e più volte ha dimostrato di essere una persona molto sensibile.

Keanu spesso lo si vede in video con il volto triste e pensieroso anche lui è stato messo a dura prova dalla vita. Oltre ad essere un grande attore prima di tutto è un uomo e come tale ha avuto molte gioie a anche molti dolori.

E’ spaventato per la società in cui viviamo, è spaventato, come molti di noi, dei tempi che stimo vivendo.

Non si può dargli torto quando parla di pianeta prigione, già la nostra Terra che stiamo così maltrattando.

Dovremmo tutti prenderci cura della nostra Terra, proprio come ci prendiamo cura della nostra casa. La Terra è la nostra casa e lo sarà ancora per moltissimo tempo.

Keanu dichiara:

“Non voglio far parte di una società in cui l’uomo fa vestire la donna in un modo volgare solo per mostrare ciò che possiede.

Viviamo in un mondo in cui il concetto di dignità è andato perso, una società in cui le persone fanno affidamento su promesse che non diventano mai realtà.

Viviamo una società in cui i perdenti pensano di avere successo perché guidano le auto del padre e la maggior parte dei padri non insegnano ai loro figli come guadagnarsi da vivere.

Le persone che credono in Dio, non capiscono mai ciò che Dio vuole da loro. La religione è un disastro che confonde le persone.

Oggi, essere modesti è considerato uno svantaggio e non una virtù. Il vero amore è finito da tempo, ora l’amore è tutto per i soldi ed i beni.

I popoli sono rovinati dalle ipoteche e dai debiti e vivono la loro vita con la paura di perdere le loro case o le loro piccole fortune.

Siamo delle persone pazze e selvagge? Si, lo siamo, soprattutto quando l’1% delle persone possiede il 90% di tutte le ricchezze del mondo.

Siamo pazzi ed insensibili? Si, lo siamo, quando investiamo più denaro in armi e cose futili che nella ricerca per curare malattie o per educare tutte le persone e insegnare a loro di fare qualcosa di produttivo con le loro vite.

La guerra alla droga? Dai, è la CIA il più grande trafficante di droga. Le agenzie di intelligence sanno tutto ciò che c’è da sapere sui signori della droga messicana o colombiana, ma il signore dei signori è la CIA ed è per questo che la guerra alla droga non arriva da nessuna parte…

La frenesia mediatica attorno a Space X ha fatto pensare a molti che è possibile scappare dalla Terra e andare su Marte ma, dai ragazzi, è solo un sogno, una frenesia intorno a un soggetto esotico, niente di più.

Sveglia caro genere umano, dobbiamo affrontare i problemi del nostro pianeta e della nostra società e trovare soluzioni come persone responsabili che dichiariamo di essere.

Per quanto riguarda l’inquinamento e il cambiamento climatico, mi piace sempre usare questa metafora, l’umanità è come un ubriaco che ha messo a fuoco la sua casa con lui e la sua famiglia chiusa dentro…”

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“La Sorgente di ogni abbondanza non è fuori di voi. Fa parte di chi siete.

Tuttavia, essa inizia riconoscendo e approvando l’abbondanza fuori di voi. Vedere la pienezza della vita intorno a voi. Sentire il calore del sole sulla pelle, ammirare l’esposizione di fiori magnifici fuori da un fioraio, addentare un frutto succulento o anche lasciarsi bagnare in abbondanza dall’acqua che cade dal cielo.

La pienezza della vita è lì ad ogni passo. Il riconoscimento di tale abbondanza che è tutto intorno a voi risveglia l’abbondanza che dorme dentro di voi. Dopo, lasciatela defluire. Quando sorridete a uno sconosciuto, c’è già un deflusso di alcuni minuti di energia. Diventate un donatore. Chiedetevi spesso: “Quanto posso dare qui, come posso essere utile a questa persona o in questa situazione?”: non è necessario che possediate nulla per sentirvi abbondanti, ma se vi sentite sempre abbondanti le cose cominceranno a venire quasi certamente a voi .”

Richard Bartlett, noto chiropratico e naturopata nonché scrittore, afferma che possiamo osservare solamente ciò che possiamo vedere. Ci sono però cambiamenti che non possiamo vedere ma che non di meno hanno luogo. E, probabilmente, si tratta dei cambiamenti più significativi.

Repetita iuvant: siamo esseri vibrazionali in un ambiente vibrazionale. Tutto è energia e citando il grande Albert Einstein con una delle sue affermazioni più potenti:

“…tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che desideri e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà.

Non c’è altra via. Questa non è filosofia. Questa è fisica…”

non dobbiamo dimenticare che l’elemento chiave di tutto non è il pensiero, e nemmeno il cuore. L’elemento chiave è il circuito mente-cuore. Soltanto creando coerenza tra i due possiamo attingere al campo delle INFINITE POSSIBILITA’, il luogo dove consapevolmente creiamo la nostra realtà.

E come facciamo a collocarci in questo campo per cominciare a creare/attirare consapevolmente? Basta osservare. No, non osservare il mondo che ci circonda. Dobbiamo osservare noi stessi, osservare i nostri pensieri, osservare le emozioni che proviamo. Più osserviamo questi elementi, più ce ne distacchiamo. Più ce ne distacchiamo, più ne abbiamo il controllo.

“Il successo non si rincorre, si attrae. Per avere di più devi prima di tutto essere di più.”

Jim Rohn

Esercitandoci nell’arte di osservare prenderemo sempre più consapevolezza di quello che in realtà siamo. Qualcuno chiederà: ma che siamo in realtà? Di certo non siamo il corpo e non possediamo nessuna anima. In realtà noi siamo l’anima e mente e corpo sono i nostri magnifici strumenti da usare per interfacciarci con il mondo. Non siamo né la mente, né i pensieri che osserviamo. Siamo l’energia che risiede nel corpo. Siamo un frammento dell’energia universale che regna ovunque. Siamo la goccia di un oceano, quindi, anche se solo una goccia, siamo pur sempre oceano, eterni e potenti.

L’errore che fanno in molti è proprio quello di identificarsi con la mente, dando così potere all’ego di creare separazione, quindi paura. Se fai affidamento esclusivamente su questo magnifico organo e prendi per buono tutto quello che ti propina, perdi il controllo del resto. La mente è un organo potentissimo e come tale va usato con cautela e consapevolezza.

Quando entri nel giusto ruolo, nel ruolo dell’osservatore, ecco che il continuo chiacchiericcio interiore inizia a scemare. E quando la lavagna sarà completamente pulita, solo allora potrai cominciare a scrivere ciò che dovrà entrare nella tua vita. Ti accorgerai che non sarà il pensiero a predominare su di te, ma sarà l’esperienza emotiva, ossia, riuscirai a provare in anticipo l’essenza di ciò che desideri perché l’esperienza è l’essenza del tuo desiderio (Leggi il post sulla sincronicità). E riuscirai a provare solamente le esperienze coerenti con la tua etica. Il pensiero sarà il LA che darà il via al processo di visualizzazione.Sarà un pensiero focalizzato, carico di emozione, e non sarà più un chiacchiericcio nevrotico.

«… la tua gioia non dipenderà dalla tua giovinezza o dal tuo corpo. Dipenderà dalla tua eterna identità. Un’identità destinata a crescere e svilupparsi. A cambiare. A non morire mai. Perché la tua identità non conosce né tempo, né spazio. Non dipendi dalla tua immagine fisica. Sei luce e come tale ti muovi nell’universo. Dal corpo proietti energia all’esterno per creare il mondo fisico. Se vorrai cambiare la realtà in cui ti trovi dovrai cambiare il tuo mondo interiore. Dovrai cambiare ciò che proietterai. Tu esisti da sempre e per sempre sarai. Questo è il significato dell’esistenza. L’energia che regna ovunque è anche in te perché tu sei parte di tutto ciò che è!»

Tratto dal saggio “In viaggio verso te” di Mocciola e De Amicis

Non è la parte razionale che guida le nostre vite, anche se potrebbe sembrare. E’ il nostro subconscio, è quella lavagna dove ci sono scritte un sacco di cose in maniera disordinata. Se non la pulisci e non la riscrivi, la tua vita naufragherà nell’indesiderato perché se non sai ciò che vuoi, la vita ti darà ciò che non vuoi.

Fino a quando non avrai reso conscio l’inconscio, quest’ultimo dirigerà la tua vita e tu lo chiamerai “destino”

Carl Gustav Jung

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La sinestesia è un fenomeno raro, ma alcune forme di contaminazione sensoriale, come quella che permette di “sentire” i flash luminosi, sarebbero più diffusi di quanto si pensi.

Solo una percentuale molto bassa di popolazione, dal 2 al 4% può dirsi sinestetica, naturalmente capace, cioè, di fondere in un’unica sfera sensoriale le percezioni di sensi distinti.

Molti di più, invece, sarebbero soggetti a una particolare forma di contaminazione tra sensi, quella, cioè, che fa sì che i flash di luce o i movimenti mostrati in un video siano percepiti come accompagnati da un debole suono interiore, simile a una percussione o a un fruscìo.

RUMORE NASCOSTO. Poiché i movimenti sono spesso accompagnati da suoni nella vita di tutti i giorni, di norma questo “superpotere” passa inosservato. Eppure riguarderebbe una persona su 5, come afferma uno studio della City University di Londra.

ALLA PROVA. In laboratorio, questa capacità è risultata utile nella comprensione del movimento visivo, ma anche disturbante quando i segnali visivi e audio non combaciavano. Il test è stato eseguito su 40 persone che hanno osservato diverse sequenze di “codici Morse”, visivi o sonori, e hanno dovuto stabilire se le serie di stimoli fossero identiche o meno.

Nel video qui sotto, trovate una dimostrazione del test: quanto vi risulta facile capire se le sequenze di luci o suoni sono uguali?

VANTAGGIO. Ai partecipanti è stato poi chiesto se avessero avvertito internamente dei suoni in corrispondenza ai flash di luce. Il 22% di essi ha detto di averli sentiti (spontaneamente e senza alcuno sforzo): queste persone hanno anche ottenuto migliori risultati nel distinguere i codici uguali.

CACOFONIA. In un secondo test, i volontari hanno dovuto discriminare tra alcuni suoni, presentati in modalità “Morse” come i precedenti, ma a volte con, a volte senza flash di luce non correlati al suono. Le persone capaci di udire i flash luminosi hanno trovato gli stimoli visivi non coincidenti molto più distraenti rispetto ai compagni.

Il fenomeno dipenderebbe dalla stretta, naturale connessione tra vista e udito, e sembrerebbe più spiccato tra i musicisti, non è chiaro se per l’allenamento o per una naturale predisposizione.

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Da un tempo ormai immemorabile, si fa di tutto per rimuovere la nostra storia antica, lasciando solo le storie che rispettino il dogma.Il Kolbrin è il miglior esempio di questo atto vandalico, a tal punto che ad un determinato momento della storia fu classificato come eresia, segnalato come deviante da un altro movimento religioso appartenente alla stessa tradizione religiosa.

La Bibbia di Kolbrin è una raccolta di manoscritti della storia del nostro pianeta, più antica di qualsiasi altro libro ad oggi conosciuto. Dalla ricerca congiunta, le origini della Bibbia di Kolbrin possono essere ricondotte a una vasta collezione di manoscritti che sono i sopravvissuti all’incendio della biblioteca di Alessandria, quest’ultima fu fondata all’inizio del 3° secolo a.C. ed era, in quel periodo storico, la più grande del mondo.

Fu messa a fuoco durante l’invasione di Giulio Cesare ( nel 47° , 48° a.C. ). Stando a quanto detto dal Filosofo Autore romano, Aulugelle ( che visse dal 123 al 169 D.C. ) durante l’incendio furono distrutti oltre 700.000 rulli di scrittura antica, di cui una gran parte, erano i manoscritti di Kolbrin.

Dopo di questo, sempre secondo testimonianze, i rulli furono presi come bottino di guerra delle crociate nel 11° secolo, e nascosti dai monaci nell’Abbazia di Glastonbury che fu a sua volta messa a fuoco nell’anno 1184 circa e che è stato specificamente progettato per distruggere questi manoscritti, in un’epoca dove molti dei monasteri sono stati aboliti.
Nel corso del tempo e delle credenze, i famigerati manoscritti sono stati considerati come eresia e sono stati anche trascritti su tavolette di bronzo dai druidi, religiosi dell’epoca. Visto che, tutti pensavano nella distruzione completa, i suddetti manoscritti, salvati dalle fiamme, rimasero al sicuro, e trascritti negli anni, da chi ne aveva la custodia segreta.

Da allora, tantissimi manoscritti andarono persi o distrutti dall’invecchiamento, dal clima, o semplicemente dagli sbagli umani. Ogni custode, ebbe cura estrema nel preservare ciò che rimaneva,  e provarono a riscrivere la vera storia, là dove c’erano dei vuoti, faccendo in modo di non alterare e preservare il significato originale. Agli inizi del 14° secolo, i leader di una piccola comunità scozzese adottarono tutte le misure necessarie, per garantire la sopravvivenza di questo libro che, per sentito dire, aveva un rapporto con Gesù storicamente identificato come Giuseppe d’Arimatea.

La Bibbia di Kolbrin allora conosciuta sotto il nome di libro di bronzo della Gran Bretagna ( the Britain bronze book ), fu arricchita dal contenuto di Coelbook (un altro antico manoscritto) creando cosi una versione moderna.

Per negligenza, o incoscienza pura, durante la seconda guerra mondiale, le poche copie esistenti furono scartate come rifiuti, e recuperate da una pura casualità, prima di subire danni permanenti.

L’attuale proprietario dei diritti del manoscritto è la fondazione Culdian.

L’irritazione causata dagli manoscritti Kolbrin non ha avuto origine dalla qualità, in quanto sono veramente dettagliati e precisi nella spiegazione. Questi testi rivelano molto in dettagliato più di quanto la dottrina ufficiale consentirebbe. Inoltre, alcune parole, quali catastrofi, celeste, in questi testi hanno preso una piega troppo esplicita, dove idoli e sacerdoti non avevano più posto.

Se consideriamo l’energia e l’intelligenza necessarie per eliminare un pezzo della storia da noi oggi conosciuta, questi manoscritti diventano la chiave e compressione del  “Distruttore”.

Un testo di una delicatezza senza uguali, una relazione giornalistica quasi perfetta, che ci viene direttamente incontro dal passato, di una serie di eventi che si sono verificati 5.000 anni fa.

Qual è il Contenuto del Kolbrin?

Il Kolbrin è uno dei più eleganti racconti sulla Creazione e la saga biblica. Di colpo la storia di Atlantide e Lemuria e le leggende sull’Eden e sulla catastrofe provocata dalla malvagità, destinata a ripetersi, si fondono in un’unica narrazione. Il Kolbrin è composto da dieci libri, ognuno dei quali suddiviso in capitoli e paragrafi. Di seguito, un elenco dei libri.

  • Il Libro della Creazione (Grande Libro dei Figli del Fuoco).
  • Il Libro di Spigolature (Trascrizione di antichi testi culdei parzialmente distrutti in tempi antichi).
  • Il Libro delle Pergamene (Precedentemente chiamato Il Libro dei Libri o Il Libro Minore dei Figli del Fuoco).
  • Il Libro dei Figli del Fuoco (Ciò che resta delle Sacre Scritture un tempo contenute nel Grande libro dei Figli del Fuoco).
  • Il Libro dei Manoscritti (Contenente Il Tesoro della Vita compilato con scritti conservati da Amos, un egiziano; Claudio Linus, un romano; e Vitico, un gallo).
  • Il Libro della Morale e dei Precetti (Precedentemente chiamato Il Libro delle Elite, terzo testo del Grande libro dei Figli del Fuoco).
  • Il Libro delle Origini (autorizzato dal Conclave di Venedase e compilato attingendo da tre libri della tradizione britannica che formavano il Koalbook, precedentemente chiamato Hiferalt).
  • Il Libro dei Ramo d’Argento (un tempo conosciuto come Il Libro delle Sacre Scritture), raccolta di scritti conservati per mano di Gwinder Apowin.
  • Il Libro di Lucio (ristesura del Libro dei Pemantris, di origine ignota).
  • Il Libro della Sapienza (revisione e fusione di due libri che quando furono aggiunti agli originari Bronzebook formarono il Kolbrin con la trascrizione avvenuta nel XIX secolo).

La prima parte del Kolbrin contiene la storia della creazione, la quale si presta ad una duplice chiave di lettura, sia religiosa che scientifica. Gli ultimi due libri sono dedicati a Gesù e sono una sorta di biografia come fu insegnata nelle antiche scuole britanniche.

Il Kolbrin contiene gli insegnamenti morali che erano ritenuti fondamentali nella società. Ma è anche il più antico libro di storia britannica. E’ il solo documento giudaico/cristiano che narri tutta la storia della creazione umana, e nel suo racconto comprende anche le persone che si trovavano sulla terra da prima della venuta di Adamo ed Eva, alle quali allude la Sacra Bibbia. Il termine ‘angeli caduti’ presente nel libro della Genesi non si riferisce ad esseri spirituali ma ad altri uomini che sposarono le figlie di Adamo ed Eva, procreando dei figli. Una precedente linea storica che raggiunse elevati livelli scientifici e spirituali, per poi essere spazzata via da una catastrofe e tramandare se stessa grazie ai pochi superstiti che si salvarono nascondendosi nelle caverne. Costoro si autodefinivano i Figli di Dio (v. correlati). La metafora degli Angeli Caduti si riferisce al fatto che dopo avere raggiunto alti livelli spirituali, la loro civiltà fosse diventata sempre più malvagia, conducendoli ad un cataclisma. I Figli di Dio profetizzarono il verificarsi di un nuovo immane cataclisma provocato da ciò che definivano: ‘Il Distruttore’ –  seguito da 1000 anni di pace che avrebbero preparato il ritorno del Dio Sole, proprio come i profeti ebrei predissero il Millennio e la venuta del Messia prima del Giudizio finale di Dio.

Il Distruttore

Libro delle Spigolature, capitolo 4 (Il Diluvio), paragrafo 24

Poi, con l’alba, gli uomini videro uno spettacolo impressionante. A cavallo di una nuvola nera giunse il Distruttore, comparso dai confini delle volte del cielo, che infuriava sui cieli perché era il suo giorno del giudizio. La bestia con la sua bocca aperta eruttò fuoco e pietre calde ed un fumo vile. Esso coprì tutto il cielo e il luogo di incontro del cielo e della terra non poté più essere visto. In serata i luoghi delle stelle cambiarono, e poi le acque del diluvio vennero. Le cateratte del cielo si aprirono e le fondamenta della terra furono spezzate. Le acque inondarono la terra e si infransero sui monti. Tutto fu sollevato dai venti delle tempeste e poi scagliato sulla Terra. Nelle acque brulicanti e ululanti del Galles tutti gli edifici furono distrutti, gli alberi sradicati e le montagne crollarono. Vi fu un momento di grande calore e poi giunse un freddo pungente. Le onde sulle acque non salivano e scendevano, ma ribollivano e ruotavano, e sopra di esse si alzò un suono terrificante.

Altri quattro passi a fine capitolo descrivono come Il Distruttore giunse e passò, lasciando dietro di se un diluvio di sette giorni.

Libro dei Manoscritti, Capitolo 5, Paragrafo 1

Il Doomshape, chiamato il Distruttore in Egitto, fu visto da tutte le terre. In colore era luminoso e ardente, in apparenza mutevole e instabile. Si contorceva come una serpe e ribolliva come acqua termale gorgogliante, e tutti gli uomini ne furono spaventati. Non era una grande cometa o una stella cadente, era più simile a un corpo di fuoco.

Paragrafo 4

Si dice che quando il Doomshape appare nei cieli, la terra si spacchi dal calore come una noce al fuoco. Poi le fiamme schizzano in superficie e saltano come demoni su sangue nero. L’umidità viene prosciugata, campi e pascoli ​​consumati dalle fiamme e gli alberi diventano ceneri bianche.
Nei capitoli dal 6 al 31 è descritta una massiccia sollevazione incoraggiata dal caos provocato dal passaggio del Distruttore, al termine della quale molti schiavi riuscirono a fuggire.

Poi, sul futuro:
Libro delle Pergamene, capitolo 3 (Il Distruttore), paragrafo 1

Gli uomini dimenticano i giorni del Distruttore. Solo il saggio sa dove è andato e che giungerà il giorno in cui sarà di ritorno all’ora stabilita.

Paragrafo 3

Con il passare dei secoli alcune leggi operano sulle stelle nel cielo. Esse cambiano, c’è movimento e irrequietezza, e non sono più costanti e una grande rossastra luce appare nel cielo.

Paragrafo 4

Quando il sangue scorrerà sulla terra il Distruttore apparirà e le montagne si apriranno ed erutteranno fuoco e cenere. Gli alberi saranno distrutti e tutte le cose viventi inghiottite da acque bollenti.

Secondo il Kolbrin tutto ciò accadrà nuovamente quando:
“Gli uomini voleranno nell’aria come uccelli e nuoteranno nel mare come pesci … Le donne saranno come gli uomini e gli uomini come le donne…”

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